Progetto

Gli itinerari affascinanti di un Abruzzo mozzafiato

percorsi sulle orme dei paesaggisti dell’ottocento


Quadro ad olio: «Vista della Città di Avezzano sul Lago di Celano, Regno di Napoli 1789»

dipinto da Jean Joseph Xavier Bidault esposto al Louvre di Parigi


I preziosi resoconti dei Viaggiatori che visitarono l’Abruzzo nell’ambito della cultura Grand Tour allargano le conoscenze etnografiche della nostra Regione e diventano pagine di storia di straordinaria freschezza ed importanza.
Un punto di riferimento imprescindibile per i Viaggiatori è costituito dal regno di Napoli, specie quando gli scavi patrocinati da Carlo III di Borbone cominciarono a restituire alla luce Ercolano e Pompei, distrutte nel 73 d. C. dall’eruzione del Vesuvio.

Affascinati dai magici colori del paesaggio meridionale, visto ormai in fase pre-romantica come proiezione di uno stato d’animo, molti Viaggiatori che erano spesso letterati illustri o noti artisti, pittori ed incisori si spingono in Sicilia, attratti dall’irresistibile bellezza dei monumenti della Magna Grecia e soprattutto dalla maestosità di templi che dedicati alle varie divinità dell’Olimpo, sembravano elevarsi in cielo e sfidare le leggi del tempo.

Molti Viaggiatori visitano il Lago di Fucino, già descritto da Virgilio nell’Eneide, e gli emissari fatti costruire dall’ imperatore Claudio al fine di prosciugarlo. L’attrazione esercitata dal magico specchio d’acqua specialmente sugli intellettuali e naturalisti tedeschi ed inglesi dell’epoca è stata ben messa in evidenza da numerosi artisti. Il lago infatti costituiva una potente attrattiva per i Viaggiatori Europei, che ne osannavano la bellezza soprattutto sotto il profilo storico e paesaggistico. Le alture circostanti, grazie al benefico influsso dell’azione mitigatrice dell’acqua, erano tutte coperte da un manto di alberi da frutta e persino di vigneti. Quest’ultimi fino al limite altimetrico di circa 800 metri sul livello del mare.

A riprova della forte attrazione esercitata dal lago di Fucino, Alessandro Dumas, tornando da Napoli Roma, “compie una digressione’ verso la regione marsicana ed attraverso la Valle Roveto visita il Lago di Fucino”.

Gli studiosi tedeschi in particolare, sono attratti dai Campi Palentini, presso Scurcola, dove si infranse il sogno di Corradino di Svevia e perciò meta di molti viaggiatori nell’ambito del Grand Tour.
Spesso sono le Excursions che affascinano questi ‘esploratori’, i quali compiono i loro viaggi “ in modo avventuroso “ a dorso di mulo oppure a cavallo. Non vanno dimenticati gli accenni al fenomeno del brigantaggio che appaiono di tanto in tanto in questi resoconti, sicché tale indesiderata nomea finisce per coinvolgere tutta la nostra Regione considerata in Germania, ancora nel 1911, ‘terra di briganti’.

Nell’ambito dei resoconti del Grand Tour gli argomenti di carattere folklorico costituiscono infatti episodi marginali ma non per questo di minor importanza.

Una singolare figura di viaggiatore è costituita dal danese Christian Zahrtmann, che dimorò alcuni anni a Civita d’Antino nella Valle Roveto, dove dipinse bellissime tele raffiguranti scene di vita contadina. Zahrtmann è considerato il massimo rappresentante della pittura romantica danese e dopo la sua morte i discepoli ripeteranno l’avventura del loro Maestro, soggiornando a Civita d’Antino ospiti della medesima famiglia Cerroni, signori del luogo.